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Il Viniyoga e la Meditazione

Il Viniyoga e la Meditazione

La lezione consiste nella pratica di asana, pranayama, meditazione e/o rilassamento. Yoga significa unione e trasformazione. Il significato della parola VINIYOGA è “trasformazione speciale che viene fatta con progressione graduale”. Siamo abituati a sentir parlare di tanti tipi di yoga, ma in realtà i “diversi” yoga che conosciamo non sono altro che le membra di un’unica grande disciplina.

Lo Yoga

Lo Yoga è un’antica pratica che valorizza le risorse interne della persona e utilizza una grande varietà di strumenti per migliorare il benessere, per conservare o ristabilire la salute; aiuta le persone ad affrontare le sfide quotidiane della vita moderna con maggiore serenità e può essere un mezzo importante nel percorso di crescita personale e spirituale.

Gli asana

Il mezzo attraverso il quale avviene la trasformazione è la pratica delle asana, le posizioni, che si raggiungeranno attraverso i viniasa, sequenze che conducono alla posizione statica finale. Si ha l’asana, e dunque lo yoga, quando corpo, mente, respiro e cinque sensi vanno nella stessa direzione.

Gli asana sono posizioni o posture utilizzate in alcune forme di yoga, in particolare nello Hatha Yoga. La funzione degli asana è direttamente collegata alla fisiologia indiana, fondata sul sistema sottile. Secondo tale sistema, attraverso l’assunzione di diverse posizioni del corpo, il praticante diviene in grado di purificare i canali energetici (Nadi), incanalare l’energia verso specifici punti del corpo ed ottenere così un notevole beneficio psicofisico. Gli asana conosciuti sono alcune migliaia; ciascuno di essi porta un nome derivato dalla natura (soprattutto animali), o dalla mitologia induista. Gli asana vengono spesso integrati con mudra (gesti simbolici delle mani), prāṇāyāma (tecniche respiratorie) e mantra (suoni) allo scopo di modificarne o potenziarne gli effetti.

Gli asana
Gli asana

Il pranayama

l Pranayama (controllo ritmico del respiro) è il quarto stadio dello Yoga, ed insieme a Pratyahara (ritiro della mente dagli oggetti dei sensi), questi due stati dello Yoga sono conosciuti come le ricerche interiori ed insegnano come controllare la respirazione e la mente, quale mezzo per liberare i sensi dalla schiavitù degli oggetti di desiderio.

La parola Pranayama è formata da Prana (fiato, respiro, vita, energia, forza) e da Ayama (lunghezza, controllo, espansione). Il suo significato è quindi di controllo ed estensione del respiro. Tale controllo si attua durante le classiche quattro fasi, inspirazione, pausa respiratoria dopo l’inspirazione, espirazione e pausa respiratoria dopo l’espirazione .

Il controllo del respiro permette il controllo della mente. Dato che lo scopo dello Yoga è calmare e controllare la mente, lo Yogi apprende la tecnica del Pranayama per dominare il respiro, in modo da controllare i sensi, raggiungere così lo stato di Pratyahara e predisporsi per dhyāna (meditazione).

La meditazione

Per iniziare a praticare lo Yoga non sono richiesti requisiti particolari. Lo Yoga è per tutti a prescindere dall’età, dal sesso, dalle credenze religiose, dal livello culturale o dalle capacità personali. Offre una vasta gamma di tecniche che possono essere adattate da un insegnante esperto ai particolari bisogni di ogni singolo praticante.

La meditazione (dal latino meditatio, riflessione) è, in generale, una pratica che si utilizza per raggiungere una maggiore padronanza delle attività della mente, in modo che questa divenga capace di concentrarsi su un solo pensiero, su un concetto elevato, o un preciso elemento della realtà.