Blog

La storia del Viniyoga (Parte 1)

La storia del Viniyoga (Parte 1)

La tradizione del Viniyoga deriva dall’insegnamento di Tirumalai Krishnamacharya, in modo particolare dalla linea di trasmissione di suo figlio T. K. V. Desikachar, che a partire dagli anni sessanta ha ricevuto da suo padre gli insegnamenti dello yoga, tramandandoli a decine di allievi in tutto il mondo.

Il maestro dei maestri

Tirumalai Krishnamacharya è oggi considerato una delle figure più importanti dello yoga moderno. È stato il guru di B. K. S. Iyengar, Pattabhi Jois e di suo figlio T. K. V. Desikachar. Il suo modo di insegnare gli āsana e le altre tecniche dell’Haṭhayoga ha influenzato profondamente lo yoga praticato oggi in tutto il mondo.

Nato in una illustre famiglia di brahmani nell’India del sud, nello stato del Karnataka, ricevette la sua educazione religiosa nel Parakala Math a Mysore, uno dei maggiori centri della tradizione Śrīvaiṣṇava, dove suo nonno era stato abate. Prima di questi anni, Krishnamacharya era stato iniziato allo yoga da suo padre, che gli aveva insegnato gli Yoga-sūtra di Patañjali.

A sedici anni si recò in pellegrinaggio presso il luogo di nascita di Nāthamuni, fondatore della tradizione Śrīvaiṣṇava e, a quanto sembra, lontano antenato della famiglia di Krishnamacharya. Qui ebbe la visione mistica del suo avo, che gli trasmise un’opera sullo yoga, lo Yoga rahasya, «L’insegnamento segreto sullo yoga». Ciò segnò l’inizio del suo percorso di ricerca, studio e pratica profondi dello yoga.

L’insegnamento

Nel 1931 venne invitato a insegnare nel Sanskrit College di Mysore, e gli concesse l’uso di un’ala del palazzo reale per aprirvi una Yogaśālā, ovvero una scuola di yoga, frequentata dai giovani nobili e brahmani della corte. Nel 1934 scrisse lo Yoga makaranda, «Il nettare dello yoga», e nel 1941 lo Yogāsanagalu, «Le posture dello yoga», che possiamo considerare tra i primi manuali di yoga moderno.

Nel 1952 si trasferì a Madras, dove continuò a vivere e a insegnare fino alla sua morte, avvenuta nel 1989. Nel corso di questi anni le sue modalità di insegnamento dello yoga furono in costante evoluzione. Accetto allievi di età, cultura, sesso, nazionalità e abilità differenti, e il suo insegnamento divenne sempre di più incentrato sulla persona.

È durante questi anni, lavorando con decine di allievi, che pose le basi per l’elaborazione futura, da parte del figlio, Desikachar, del concetto di viniyoga inteso come l’applicazione calibrata delle tecniche dello yoga in base alle esigenze e alle caratteristiche uniche della persona.

L’eredità di Krishnamacharya

Krishnamacharya è una figura emblematica dello yoga moderno, avendo saputo conciliare la tradizione e l’innovazione: il suo yoga è stato pensato ed espresso in sanscrito, ma non è stato una semplice imitazione o ripetizione di formule tradizionali.

L’eredità di Krishnamacharya
L’eredità di Krishnamacharya

Krishnamacharya è infatti nato e cresciuto nell’India coloniale, ed è stato ispirato dalla visione universalista del neo induismo e dalle idee nazionaliste. Per Krishnamacharya lo yoga non era una dottrina segreta riservata a pochi iniziati, ma un patrimonio di conoscenze accessibile a ogni persona, indipendentemente dalla casta di appartenenza e dal credo religioso. In questo senso egli fu un grande innovatore, avendo reinterpretato molti aspetti della pratica dello yoga riadattandola al diverso contesto storico e rendendola fruibile a un pubblico più vasto. Questo processo di adattamento fu creativo e innovativo, ed ha lasciato una traccia indelebile su gran parte dello yoga contemporaneo.