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LO YOGA UNO PER TUTTI

LO YOGA UNO PER TUTTI

Abbiamo spiegato già in alcuni articoli passati qualcosa sullo yoga che cos’è e come funziona, alcune sue varianti e iniziato a raccontare dei suoi benefici che cominciano a ad avere riscontri scientifici, oggi entriamo nel mondo di come questa disciplina si possa sposare bene con le esigenze di tutti.

Perché è per Tutti?

I tanti modi di praticare lo yoga includono gli esercizi di respirazione, la meditazione, il mantra e naturalmente la postura, che è di certo l’aspetto dello yoga più familiare e riconoscibile anche per chi ancora conosce poco questa disciplina. Le posizioni in sanscrito sono chiamate asana. Il loro esercizio consente alle energie vitali di fluire al meglio e va eseguito nei limiti delle proprie capacità, senza sforzo. Ciò che è importante è infatti il progresso graduale di miglioramento, non l’esecuzione perfetta della posizione.

Lo yoga è adatto a tutti e chiunque può praticarlo, indipendentemente dal livello di preparazione fisica e dall’età. Man mano che l’esercizio delle asana si perfeziona, si evolve anche la consapevolezza di sé, del proprio corpo, del proprio respiro e del proprio pensiero. Lo yoga è per tutti anche nei suoi aspetti interiori. Non è una religione, ma piuttosto una pratica spirituale e può ben affiancarsi alla religiosità di un fedele, così come costituire una forma di spiritualità laica. Benché le sue origini possano apparire lontane nel tempo e nello spazio, gli obiettivi, i metodi e i benefici dello yoga sono universali e attuali nell’Occidente moderno come nell’antica India.

Scegli lo yoga che fa per te

All’interno di una lezione di yoga ben strutturata troverete un po’ di tutti i «tipi» di yoga qui sotto elencati, per ribadire che lo yoga è uno che può essere coniugato in vari modi, dando solo un po’ più di attenzione a un aspetto, ogni tanto, durante una stessa lezione. Qui i «modi» tradizionali di applicare lo yoga principalmente (e non solamente) a un aspetto, Poi ci sarebbe il grande capitolo delle «scuole», ma per questo non basta un articolo come questo. Vi consiglio di cercare approfondimenti su ciascuno dei «modi» di proporre lo yoga, quelli che comunemente si chiamano «stili»: Iyengar, Kundalini, Satyananda, Bhole, Yoga-Ratna, Desikachar eccetera si riferiscono di solito a un personaggio – a volte vivente, a volte no – che nel corso del tempo ha «creato» un proprio stile, a volte piuttosto preciso, quasi sempre partendo dalla tradizione rivisitandola e studiandola a fondo.

Autunno e primavera sono le stagioni in cui tradizionalmente è bene iniziare la pratica (o ri-iniziarla) e, per i raffinati, sarebbe opportuno cominciare in periodo di luna crescente. A tal proposito vi rimando al mio articolo Chi ben (ri) comincia, ricco di suggerimenti e spunti per cominciare con il piede giusto un nuovo anno di pratica assieme. Lo yoga può essere insegnato ovunque, anzi uno degli scopi è renderci così distaccati e centrati in noi stessi da non badare agli stimoli esterni. Tuttavia, soprattutto se stai iniziando (o ri-iniziando), il luogo è importante. L’ideale sarebbe che la scuola fosse in una zona periferica (o non trafficata), che ospitasse solo corsi di yoga ( per evitare che nelle stesse ore al piano di sopra ci sia la sessione di karate o aerobica con musica assordante).